Di seguito illustriamo le tipologie più comuni di contratto "derivato".

 

  • FORWARD CONTRACT, un contratto derivato relativamente semplice è un "contratto a termine" o "Forward Contract". Si tratta di un accordo tra due parti per acquistare o vendere un asset, ad una certa data futura, ad un dato prezzo. Lo possiamo immaginare come l'opposto di un "contratto a pronti" o "Spot Contract", ovvero un contratto per acquistare o vendere un bene oggi. Un contratto a termine è scambiato o negoziato nel mercato over-the-counter, di solito tra due istituzioni finanziarie o tra un'istituzione finanziaria e uno dei suoi clienti.
    La transazione avviene in questo modo: una delle parti di un contratto a termine assume una posizione lunga (long position) e accetta di acquistare l'attività sottostante (underlying asset) ovvero il "bene" oggetto dello scambio, in una determinata data futura ed ad un determinato prezzo; l'altra parte assume una posizione corta (short position) e accetta di vendere l'attività sottostante alla stessa data per lo stesso prezzo.


    I contratti a termine sul mercato delle valute sono molto popolari.
    La maggior parte delle grandi banche impiega trader
    di valute sia per lo scambio di contratti a termine che per lo scambio di contratti a pronti. La tabella che segue mostra i tassi forward per il cambio EUR/USD ad una data ipotetica per le varie scadenze.
    Il prezzo spot di riferimento è 1,1859, i tassi forward sono sempre espressi in pips (essendo un pip uguale a 10 unità su un lotto di sottostante), i tassi forward sono quindi da dividere per il valore di un contratto espresso in pip (a seconda della valuta di riferimento questo valore oscilla tra 10.000 o 12.500 unità di sottostante).

    Tabella 1 - Esempio tassi forward per la coppia EUR/USD
    Nome Denaro (Bid) Lettera (Ask)
    EURUSD ON FWD (Overnight) 0,5310 0,5890
    EURUSD 2W FWD (2 settimane) 8,4800 8,7200
    EURUSD 1M FWD (1 mese) 19,1400 19,2900
    EURUSD 6M FWD (6 mesi) 127,5400 128,6700


    Vediamo adesso un esempio di utilizzo dei contratti a termine. Supponiamo che il 13 Marzo 2016 il direttore finanziario della società XYZ è a conoscenza che tra 6 mesi la società dovrà pagare 500.000 $ ad un fornitore estero e vuole "assicurarsi" contro il rischio che il cambio EUR/USD possa muoversi. Usando le quotazioni riportate nella tabella precedente, possiamo supporre che il direttore proceda a stipulare, per conto della società, un contratto con la banca per acquistare una posizione da 500.000 $, tramite un contratto a termine con scadenza tra 6 mesi ad un prezzo di 1,1987 (1,1859 + (127,54/10.000)), per un totale di 417.134 €. La banca, dall'altro lato, si impegna a vendere a scadenza 500.000 $ per 417.134 €.

    Vediamo ora le ricompense (payoff) derivanti dall'utilizzo di contratti a termine. La società XYZ è obbligata da contratto a comprare a scadenza 500.000 $ per 417.134 €. Se, supponiamo, il tasso di cambio spot a scadenza dovesse decrescere a 1,1700, il contratto forward varrebbe 10.216 € (427.350 - 417.134) a sfavore della società per via dell'apprezzamento del dollaro rispetto all'euro, costringendo quindi la società a spendere 10.216 € in più. Vice-versa, se il prezzo di cambio dovesse salire a 1,2100, il contratto forward varrebbe 3.911 € (413.223 - 417.134) a favore della società, la quale potrebbe comprare valuta risparmiando +3.911 € rispetto al prezzo fissato.

    In generale, il payoff da una posizione lunga in un contratto a termine su un'unità di sottostante è dato dalla seguente formula:
    {jatex} S_{t}-K {/jatex}

    dove K rappresenta il prezzo di consegna stipulato col contratto a termine e St rappresenta il prezzo spot del titolo oggetto del contratto alla scadenza. Ovvero la società è obbligata a comprare un titolo che vale St ad un prezzo K. Naturalmente, il payoff di chi detiene una posizione corta (come la banca in questo caso), sarà dato da:
    {jatex} K-S_{t} {/jatex}

    In tabella 2 riassumiamo quanto detto:

    Tabella 2 - Possibili payoff di un operazione con contratto a termine
    Evento Tasso di cambio Buyer (esborso teorico) Seller (incasso teorico) Payoff Buyer Payoff Seller
    Stipula Forward 1,1987 +500.000 $ (+417.134 €) -500.000 $ (-417.134 €)
    Aumento cambio (spot)
    1,2100 +500.000 $ (+413.223 €) -500.000 $ (-413.134 €) 1,21-1,1987=+0,0113 1.1987-1.21=-0,0113
    Diminuzione cambio (spot)
    1,1700 +500.000 $ (+427.350 €) -500.000 $ (-427.350 €) 1,17-1,1987=-0,0287 1,1987-1,17=+0,0287

  • FUTURE CONTRACT, è un contratto molto simile al contratto a termine. Un contratto future è un accordo tra due parti per acquistare o vendere un bene ad un certo tempo in futuro per un certo prezzo. La differenza fra i due contratti risiede nel loro scambio: un contratto future è normalmente scambiato in un mercato regolamentato ed è "standardizzato", le parti non è necessario che si conoscano; un contratto a termine è un contratto tra privati, non standardizzato ed è necessario che le parti si conoscano. I contratti future sono impiegati nello scambio di materie prime (come ad esempio rame, zucchero, caffè, petrolio) oppure per lo scambio di attività finanziarie come ad esempio indici azionari, valute o obbligazioni.

  • OPTION, le opzioni sono scambiate sia sui mercati regolamentati sia su quellil non regolamentati, definiti "Over-the-Counter" o "OTC". Possiamo definire due tipi di opzioni: le opzioni CALL e le opzioni PUT. Le opzioni call forniscono al detentore il diritto, ma non l'obbligo, di comprare l'attività sosttostante a cui si riferiscono ad una certa data per un certo prezzo. Le opzioni put forniscono al detentore il diritto, ma non l'obbligo, di vendere l'attività sottostante a cui si riferiscono ad una cera data per un certo prezzo. Tale prezzo viene definito prezzo di esercizio o stike price; la data viene definita data di scadenza o maturity. Esistono due "stili" di opzioni: le opzioni Americane possono essere esercitate in qualunque momento fino alla loro scandenza, mentre le opzioni Europee possono essere esecitate solo alla data di scadenza. Si noti come vivere in Europa o in America non pregiudica la possibilità di negoziare opzioni americane/europee perché in entrambi i mercati si possono acquistare e vendere sia opzioni europee che americane. Il nome serve a distinguere le due tipologie e ne determina la loro origine. Comprare o vendere opzioni comporta il pagamento/incasso di un prezzo, definito premio.

    Possiamo a questo punto definire quattro tipologie di "attori" che prendono parte nel mercato delle opzioni:
    1) compratore di opzioni call;
    2) venditore di opzioni call;
    3) compratore di opzioni put;
    4) venditore di opzioni put.

    Chi compra opzioni assume una posizione lunga (o long position) mentre chi vende opzioni assume una posizione corta (o short position).

    In tabella 3 riportiamo un esempio per opzioni call e put su titolo APPLE (AAPL) alla data del 13 Ottobre 2017 con scadenza 17 Novembre 2017. Il prezzo di riferimento del titolo è 156,99.


    Tabella 3 - Apple Options Chain (AAPL171117)
    CALL   PUT
    Ultimo Denaro Lettera Strike Ultimo Denaro Lettera
    13,12 12,95 13,05 145,00 0,94 0,91 0,95
    8,99 8,85 8,95 150,00 1,89 1,89 1,92
    5,50 5,45 5,55 155,00 3,61 3,60 3,65
          156,99      
    3,05 3,05 3,10 160,00 6,20 6,25 6,35
    1,55 1,54 1,55 165,00 9,87 9,70 9,80
    0,75 0,73 0,76 170,00 13,92 13,90 14,10

    La tabella 3 sottolinea alcune proprietà delle opzioni che approfonodiremo nei prossimi capitoli. Ad esempio, si può notare che il prezzo per un'opzione call diminuisce all'aumentare del prezzo di esercizio mentre vale il contrario per un'opzione put.

    L'esempio che segue, invece, descrive il caso di acquisto di un'opzione call. Supponiamo che un investitore decida di acquistare una opzione call sul titolo APPLE con prezzo di esercizio 165,00 $, scadenza 17 Novembre 2017. Nel caso di APPLE, un opzione è "scritta" su 100 unità di sottostante, quindi il nostro investitore spenderà per l'acquisto dell'opzione (1,55*100)=155,00 $ ed otterrà il diritto di acquistare 100 azioni APPLE al prezzo 165,00 $ ognuna. Se il prezzo di APPLE non supererà i 165,00 $ alla scadenza, l'opzione non sarà esercitata e il nostro investitore perderà così il costo dell'acquisto (155,00 $); se invece il prezzo di APPLE a scadenza salirà, ad esempio, a 170,00 $, l'opzione sarà esercitata e permetterà l'acquisto di 100 azioni al prezzo di 165,00 $. In questo caso il nostro investitore potrà decidere di vendere immediatamente le 100 azioni appena acquistate al prezzo di 170,00 $, incassando (170,00 $ x 100) 1.700,00 $. Il guadagno netto dell'operazione sarà dato dalla differenza tra l'incasso della vendita del sottostante a scadeza e il costo di acquisto dell'opzione: (1.700,00 $ - 155,00 $) = 1.545,00 $.


Come abbiamo visto nella sezione precedente, le opzioni sono uno strumento finanziario molto importante nelle attvità di trading di tutti i giorni. Esse vengono, ad esempio, impiegate da chi necessità una "copertura" rispetto ad un movimento di mercato oppure vengono usate dagli speculatori che vogliono trarre un guadagno da un atteso rialzo o ribazzo dei prezzi di una determinata attività. In questa sezione analizzeremo più in dettaglio le peculiarità delle opzioni e le caratteristiche di questa tipologia di mercato.

Riprendendo quanto detto precedentemente, esistono 2 tipologie di opzioni: opzioni CALL che forniscono al detentore il diritto, ma non l'obbligo, di comprare l'attività sosttostante a cui si riferiscono ad una certa data per un certo prezzo; opzioni PUT che forniscono al detentore il diritto, ma non l'obbligo, di vendere l'attività sottostante a cui si riferiscono ad una cera data per un certo prezzo. Tale prezzo viene definito prezzo di esercizio o stike price; la data viene definita data di scadenza o maturity. Inoltre, abbiamo detto che le opzioni si dividono in Americane o Europee, e che questa distinzione non ha niente a che fare con l'indicazione geografica; ciò che cambia è la modalità di esercizio dell'opzione.

Possiamo, a questo punto, aggiungere che, a differenza dei contratti future e/o forward, le opzioni, indipendentemente se comprate o vendute, hanno un costo definito "premio". Tale costo viene deteminato prendendo in considerazione alcune variabili che approfondiremo nelle sezioni successive. Chiaramente chi compra opzioni dovrà pagare tale importo mentre chi vende opzioni ha la possibilità di incassare il premio all'atto della vendita.

Riepilogando quanto visto fin'ora, chi assume una posizione lunga in opzioni CALL (buyer) acquista, dal venditore (seller) dell'opzione, il diritto ad acquistare a scadenza un determinato titolo a un certo prezzo; il seller avrà invece una posizione corta in opzioni CALL. Il seller incasserà, al momento della vendita, il premio dell'opzione corrisposto dal buyer. Alla scadenza il buyer decide se esercitare o meno il suo diritto all'acquisto:

Tale concetto è illustrato nelle figure che seguono. Si noti che il punto di pareggio per il buyer si ottiene quando il prezzo del sottostante è uguale alla somma tra il prezzo di esercizio dell'opzione e il suo premio (in questo caso 20+5). Per valori maggiori di tale somma, il buyer avrà un guadagno sempre più crescente al crescere del prezzo del sottostante; la perdita potenziale invece è rappresentata dal premio pagato. Il seller, invece, registrerà un guadagno pari al premio incassato fino a quando il prezzo del sottostante sarà inferiore alla somma tra il prezzo di esercizio e il premio dell'opzione; quando la somma di queste componenti sarà uguale al prezzo del sottostante si troverà in pareggio, mentre valori maggiori del prezzo del sottostante rappresentano una perdita sempre più elevata al crescere del prezzo.

Long Call Profit

Short Call Profit

Possiamo concludere dicendo che chi acquista opzioni CALL acquisisce il diritto a comprare qualcosa in futuro evitando di immobilizzare il proprio capitale, capitale che invece avrebbe dovuto spendere se avesse comprato direttamente la stessa quantità in unità di sottostante. Inoltre, il buyer di opzioni CALL conosce fin da subito la massima perdita possibile, ovvero il premio pagato per l'opzione. Infatti se il prezzo di mercato del titolo crollasse, il buyer potrebbe rinunciare a esercitare il diritto di opzione e la perdita sarebbe limitata al premio corrisposto al seller. Viceversa, se avesse acquistato il sottostante, si sarebbe esporrebbe al rischio di una perdita illimitata. Cosa che invece accade a chi vende opzioni CALL: Il seller ha un guadagno limitato pari al premio incassato mentre ha una perdita potenziale illimitata proporzionale alla crescita del prezzo del sottostante.

Chi assume una posizione lunga in opzioni PUT (buyer) acquista, dal venditore (seller) dell'opzione, il diritto a vendere a scadenza un determinato titolo a un certo prezzo; il seller avrà invece una posizione corta in opzioni PUT. Il seller incasserà, al momento della vendita, il premio dell'opzione corrisposto dal buyer. Alla scadenza il buyer decide se esercitare o meno il suo diritto di vendita:

  • se il prezzo di mercato del titolo oggetto del contratto è più basso del prezzo di esercizio, al buyer conviene esercitare il diritto di opzione, perché potrà rivendere al seller l'attività sottostante al prezzo di esercizio. In questo caso il buyer ha un profitto mentre il seller accusa una perdita;
  • se il prezzo di mercato del titolo oggetto del contratto è più alto del prezzo di esercizio, al buyer non conviene esercitare il diritto di opzione alla vendita. In questo caso, il seller ha un profitto (premio dell'opzione) mentre il buyer accusa una perdita.

Tale concetto è illustrato nelle figure che seguono. Si noti che il punto di pareggio per il buyer si ottiene quando il prezzo del sottostante è uguale alla differenza tra il prezzo di esercizio dell'opzione e il suo premio (in questo caso 20-5). Per valori minori di tale differenza, il buyer avrà un guadagno sempre più crescente al diminuire del prezzo del sottostante; la perdita potenziale invece è rappresentata dal premio pagato. Il seller, invece, registrerà un guadagno pari al premio incassato fino a quando il prezzo del sottostante sarà maggiore o uguale al prezzo di esercizio; quando il prezzo del sottostante sarà uguale alla differenza tra prezzo di esercizio e premio si troverà in pareggio, mentre valori minori del prezzo del sottostante rappresentano una perdita sempre più elevata al decrescere del prezzo.

Long Put Profit

Put Short Profit

Possiamo concludere dicendo che chi acquista opzioni PUT acquisisce il diritto a vendere qualcosa in futuro evitando di immobilizzare il proprio capitale, capitale che invece avrebbe dovuto spendere se avesse comprato direttamente la stessa quantità in unità di sottostante per poi rivenderla al prezzo più basso. Inoltre, il buyer di opzioni PUT conosce fin da subito la massima perdita possibile, ovvero il premio pagato per l'opzione. Infatti se il prezzo di mercato del titolo dovesse salire, il buyer potrebbe rinunciare a esercitare il diritto di opzione e la perdita sarebbe limitata al premio corrisposto al seller. Il seller di opzioni PUT registra, invece, un guadagno limitato pari al premio incassato mentre ha una perdita potenziale illimitata proporzionale alla diminuzione del prezzo del sottostante.

Definendo il prezzo di esercizio con K e il prezzo del sottostante con S a scadenza T (ST), allora il payoff di una posizione lunga in opzioni CALL di tipo europeo è dato da:

{jatex}max(S_{T}-K,0){/jatex}

 infatti l'opzione verrà esercitata se ST > K. Il payoff di una posizione corta in opzioni CALL di tipo europeo è dato da:

{jatex}min(K-S_{T},0){/jatex}

 Il payoff di una posizione lunga in opzioni PUT di tipo europeo è dato da:

{jatex}max(K-S_{T},0){/jatex}

Don't have an account yet? Register Now!

Sign in to your account